LA SEDE AGRARIA A CAMBIANO COME MONTMARTRE

Simbolo del Terzo Paradiso, progetto dell’artista Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte (2003)
“È la fusione fra il primo e il secondo paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri umani erano integrati nella natura. Il secondo è il paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana […] Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanità, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura […] Il simbolo del Terzo Paradiso, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie, tra cui natura e artificio. Quello centrale è la compenetrazione fra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità”. (M.Pistoletto, 2003)



Gli studenti della classe 2C Professionale agrario, guidati dai professori Bigogngiari Dario e Tozzoli Nadia, lo hanno disegnato con ciottoli bianchi su un grande tappeto erboso disposto al centro della piazza cambianese, tra postazioni di artisti, laboratori creativi, stand di attività socio-culturali. Da qui amministratori locali e direzione artistica dell’evento han dato simbolicamente il via alla manifestazione.
Nel corso della giornata l’installazione si è arricchita del contributo di passanti ed appassionati, chiamati a depositare una foglia, una conchiglia o un fiore ed una frase che comprendesse il ricordo di un’esperienza legata all’oggetto naturale scelto.
Interagire con l’installazione si è rivelato opportunità per interagire tra persone, per raccontare, raccontarsi, manifestare curiosità verso i percorsi degli studenti, scambiare sorrisi e promesse di nuovi incontri.
Inaspettatamente, al termine della manifestazione, intorno al Terzo paradiso illuminato dalla luce delle candele, alcuni attivisti hanno radunato barchette di carta e pensieri per Gaza.
Perchè se “il Terzo Paradiso è il passaggio a uno stadio inedito della civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza” (M.Pistoletto, 2003), la visione non può che contemplare progetti di pace.
Ora l’installazione sarà trasferita presso l’Istituto agrario a Chieri come installazione permanente; continuerà ad essere un work in progress… pronto ad accogliere nuove storie e nuove relazioni…
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